Come funziona

Le persone passano da EagleSafe, EagleSafe chiede alla directory chi sono e solo allora apre l’accesso: alla rete aziendale, al Private Cloud e ai vostri siti e applicazioni web. Nessuna porta aperta.

Schema animato: come EagleSafe apre un accesso

Le persone, da qualsiasi dispositivo, raggiungono EagleSafe con l’accesso zero trust. EagleSafe verifica chi sono chiedendo alla directory aziendale, collegata dal connettore con solo traffico in uscita, o ai provider di identità esterni come Entra ID, Google e Okta, chiede il secondo fattore e solo allora apre l’accesso alla rete e alle applicazioni aziendali, al Private Cloud e ai siti e alle applicazioni web dell’azienda, che delegano l’accesso a EagleSafe con OpenID Connect o SAML. Né l’azienda né il Private Cloud hanno porte aperte su Internet: gli attacchi non trovano nulla da colpire.

Dove stanno le password?

Nella vostra directory aziendale, sempre. EagleSafe chiede alla directory se una password è corretta, ma non la conserva.

Cosa vede EagleSafe?

Utenti e gruppi della vostra directory, sincronizzati in sola lettura e tenuti allineati in modo continuo. Non può modificarli e non vede le password.

Cosa succede se la nostra directory non è raggiungibile?

Gli accessi già noti continuano a funzionare per un periodo, così il lavoro non si ferma per un’interruzione temporanea.

Possiamo usare Microsoft Entra ID o Google?

Sì, e anche altri provider come Okta o JumpCloud. La persona viene riconosciuta al primo accesso e resta allineata a ogni accesso successivo; più provider possono convivere.

Dobbiamo installare qualcosa?

Il connettore della directory, su un server Windows, e, se lo scegliete, il componente Windows Login MFA sui PC.

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